Visit Iglesias - Museo di Mineralogia

Museo di Mineralogia

Il Museo di Mineralogia dell’Istituto Minerario “Giorgio Asproni” è stato fondato nel 1871 sotto gli auspici dell'Ing. Quintino Sella, Ministro delle Finanze del Governo Lanza.
L’intera collezione museale conta quasi 3800 reperti mineralogici, petrografici e fossili provenienti da tutto il mondo, arricchiti da una collezione di circa un centinaio di reperti archeologici provenienti dalle attività minerarie di epoca nuragica, fenicio-punica, romana, medievale pisana e aragonese.
Una raccolta di reperti che rappresenta l’identità propria del territorio Iglesiente e raccoglie le collezioni didattiche, mineralogiche e paleontologiche costituite da minerali e fossili locali e da esemplari provenienti da depositi distribuiti nel territorio regionale, nazionale e mondiale.

Nel mese di aprile 2018 è stato inaugurato il nuovo allestimento della prima sala del Museo intitolata “I mattoni della Terra”. Attualmente sono in corso i lavori della seconda e terza sala.
La sala “I mattoni della Terra”  introduce il visitatore al mondo della mineralogia attraverso un allestimento multimediale che espone un’accurata selezione di minerali, tratti dall’intera collezione, e racconta, con una sequenza di immagini, appositamente girate e fruite attraverso monitor e video proiezioni, la formazione del paesaggio geografico Iglesiente ad opera dei quattro elementi naturali, acqua, aria, terra, fuoco, e dello scorrere del tempo geologico che scandisce dalle origini il lento processo di formazione della terra.

Il percorso espositivo si snoda attraverso 8 antiche vetrine così denominate:
Gruppo I - L’Isola dalle vede d’argento;
Gruppo II - Dello Zinco e del Ferro;
Gruppo III - Della vita antica;
Gruppo IV - Il mondo dei Cristalli;
Gruppo V - I minerali del Sulcis Iglesiente;
Gruppo VI - I minerali del Fluminese, Guspinese e dell’Arburense
Gruppo VII - I minerali del Sarrabus Gerrei
Gruppo VIII - I minerali dell’Argentiera, Nurra e Gallura

Perché i “Mattoni della Terra”?
I minerali sono i “mattoni” con cui è costruita la crosta terrestre e nascono grazie ad alcuni processi fisici e chimici. Quando un magma o una lava si raffreddano cristallizzano i minerali delle rocce magmatiche. Quando i sedimenti e i Sali precipitano al fondo del mare si originano quelli delle rocce sedimentarie. Infine, quando minerali già formatisi vengono sepolti e riscaldati, si trasformano in altri minerali, quelli delle rocce metamorfiche. Ma anche la semplice azione delle acque può originare minerali di trasformazione. I minerali costituiscono le rocce superficiali della crosta terrestre: montagne, colline e pianure sono, alla fine, fatte di minerali, tanto che i vari paesaggi che ammiriamo sul pianeta sono determinati anche dalla loro composizione mineralogica. La geologia, quindi, è una componente essenziale del paesaggio perché rende diverse le regioni della Terra.
La Sardegna è figlia della sua geologia e dei suoi minerali famosi in tutto il mondo: l’argento e i suoi minerali, i minerali di piombo, zinco, e ferro che erano già noti al tempo della civiltà prenuragica e che erano la principale ricchezza di una popolazione di metallurghi.
Nell’Iglesiente, il distretto minerario più importante dell’intero Mediterraneo, affiorano le rocce più antiche d’Italia, che hanno oltre mezzo miliardo di anni.  Attraverso le sue rocce, i suoi minerali e i suoi fossili la Sardegna e l’Iglesiente ci raccontano una storia antichissima e affascinante.
Il progetto culturale del nuovo allestimento, curato dall’Architetto Olindo Merone, è stato coordinato dal geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi unitamente gli allievi e docenti del corso Geotecnici.

ORARI DI APERTURA
Dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00

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